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Onsen: la guida completa sulle terme giapponesi

Interno di un onsen fatto con il legno - Watabi

Se state pianificando un viaggio in Giappone e desiderate una vera e propria esperienza “full immersion” nella cultura locale non dovete perdere l’opportunità di visitare e bagnarvi in un autentico onsen

Cosa significa la parola Onsen ? 

Gli onsen non sono semplici bagni giapponesi. La parola “onsen” significa infatti sorgente d’acqua calda. Le sorgenti naturali di acqua calda sono particolarmente comuni (se ne contano circa 25.000) sul territorio giapponese, data anche la posizione dell’isola nella vasta area vulcanica conosciuta come “Cintura di Fuoco del Pacifico”. Al fine di essere legalmente designato dallo stato come “onsen”, l’acqua di una sorgente termale deve contenere tracce di almeno 19 minerali specifici e deve presentare una temperatura naturale di almeno 25°C. In media gli onsen hanno una temperatura di 40°C, tuttavia vi sono anche sorgenti con una temperatura dell’acqua prossima all’ebollizione ed in questi casi per potersi godere un bel “bagno giapponese” viene aggiunta dell’acqua fredda.

Un antico proverbio afferma: “Ovunque ci si trovi in Giappone, non si è mai a più di un’ora di distanza da un onsen”. Certo è che dappertutto si possono trovare sorgenti naturali: in prossimità delle città, sulle spiagge, in cima ai monti e perfino sulle rive dei fiumi. Ve ne sono alcune estremamente difficili da raggiungere, mentre altre si trovano proprio negli spot turistici e offrono vari servizi fra cui massaggi, sauna e molto altro. 

Il concetto di terme in Giappone ha origini antichissime ed ha subito una lunghissima evoluzione in corso ancora oggi. Andiamo quindi a scoprire i passaggi fondamentali che hanno determinato lo sviluppo di questo piccolo pezzo di cultura nipponica.

vasca interna in pietra di Dogo Onsen
La vasca principale di Dogo Onsen, uno dei più antichi stabilimenti termali pubblici del Giappone

Le terme nella storia giapponese

Collocare la nascita della cultura termale giapponese su una linea temporale è piuttosto difficile. Questa difficoltà è causata innanzitutto dalle origini antichissime dell’usanza di immergersi nell’acqua calda delle sorgenti, testimoniata già in opere letterarie giapponesi risalenti al I secolo d.C. 

In questi scritti (permeati di leggenda e mitologia) si legge che i primi onsen furono scoperti in tempi remoti dai cacciatori durante gli inseguimenti delle loro prede. Gli animali feriti, dirigendosi verso le sorgenti naturali per ristabilire la propria salute, conducevano anche l’uomo verso queste acque miracolose di origine divina

Soltanto da qualche secolo dopo ci iniziano ad arrivare le prime informazioni concrete, esattamente con l’arrivo del Buddismo in Giappone nel VI secolo. Questa nuova spinta religiosa rese gli onsen molto popolari, aggiungendo al bagno termale una ancor più forte accezione mistica. Immergersi in una sorgente diventa così simbolo di purificazione non solo materiale ma anche spirituale: le acque divine avevano il potere di liberare le persone dai propri peccati terreni.

Questa particolare visione della cultura termale è sopravvissuta per moltissimi secoli (in parte ancora oggi), seppur subendo alcune variazioni. Già a partire dal X secolo le sorgenti naturali diventano infatti accessibili soltanto alla nobiltà ed alla classe guerriera, che potevano permettersi i loro benefici divini più facilmente grazie alle maggiori disponibilità economiche.

In tempi più moderni gli onsen iniziano a suscitare un forte interesse turistico, sia fra i giapponesi che fra i viaggiatori stranieri. Molte strutture termali vengono strategicamente collocate nelle vicinanze delle città o delle linee ferroviarie, in modo che il maggior numero possibile di persone possa frequentarle. Ad oggi un bagno caldo in un onsen rappresenta così una rilassante e divertente esperienza per amici e famiglie.

alcuni giapponesi si godono un bagno termale dopo il tramonto presso un onsen montano
Gli onsen si trovano ovunque in Giappone, anche in alta montagna.

Onsen: regole per un corretto comportamento

Dopo una lunga giornata fra templi, parchi e musei giapponesi una visita ad una sorgente termale può essere veramente rinvigorente per il corpo. Un bagno in un onsen non è tuttavia come un bagno a casa propria e vi sono una serie di regole da conoscere.

Questa “etiquette” inzia già con i primi passi all’interno della struttura termale. Per prima cosa, salvo casi ormai rari, le vasche sono divise per sesso: dovrete quindi salutare il vostro partner o amici di sesso opposto già nella hall dello stabilimento. Al momento di pagare l’accesso vi verranno dati due asciugamani, uno grande e uno piccolo. Se non voleste pagare il noleggio dell’asciugamano potrete portare il vostro da casa. 

Prima di poter accedere alla sorgente dovrete passare attraverso lo spogliatoio e lasciare tutti i vestiti (proprio tutti!), l’asciugamano grande ed eventuali oggetti negli appositi armadietti o ceste. Dovrete portare con voi soltanto la chiave dell’armadietto e l’asciugamano piccolo . Il bagno si fa infatti completamente nudi. 

Una volta effettuato l’accesso all’area termale vedremo le vasche d’acqua calda a portata di mano, ma ci sarà ancora un passaggio da non dimenticarsi. A pochi passi dalla vasca ci sono delle docce provviste di sapone liquido, shampoo ed un piccolo sgabello per sedersi. Qui dovrete lavare meticolosamente il vostro corpo da testa a piedi: una sorta di “bagno prima del bagno”. Questa regola ha naturalmente scopi igienici, ma non dimentichiamoci anche le origini spirituali delle sorgenti termali: introdurre impurità nelle “acque divine” rappresenterebbe una grossa mancanza di rispetto per l’antica cultura locale! Il bagno nell’onsen infatti non serve a lavarsi ma solamente a rilassarsi.

Terminata la fase di pulizia non dimenticate di sciacquare via perfettamente tutto il sapone residuo. Entrare in un onsen con residui di schiuma o sapone è infatti un peccato grave.  Potrete ora finalmente immergervi nell’acqua calda, sempre nudi e lasciando il vostro asciugamano piccolo sul bordo della vasca. A seconda della struttura scelta potrebbero esserci numerose vasche oltre a quella principale con l’acqua calda, ad esempio vasche con acqua fredda o altre con getti per l’idromassaggio.

A seguire alcuni consigli extra:

  • E’ sempre buona educazione utilizzare l’asciugamano piccolo per coprire le parti intime in ogni momento precedente e successivo all’immersione nella sorgente.
  • Cercate di non far venire mai il vostro asciugamano a contatto con l’acqua. In questo potrete imitare gli esperti fruitori giapponesi presenti nella struttura, che lasceranno l’asciugamano a bordo vasca o se lo appoggeranno comodamente sopra la testa.
  • Nell’area della sorgente e delle docce non si può indossare il costume o della biancheria. Questo può sembrare stravagante da un punto di vista occidentale ma nella cultura giapponese la nudità non costituisce un così grande taboo.
un giapponese fa il bagno in un onsen con un tenugui sulla testa
Vedrete sicuramente alcuni giapponesi fare il bagno con l’asciugamano piccolo, il tenugui, sulla testa.

Terme e Tatuaggi

E’ giusto citare anche una delle questioni più spinose in merito agli onsen: la questione tatuaggi. Fino a non molti anni fa nella quasi totalità delle sorgenti termali pubbliche era vietato l’accesso a persone con tatuaggi, a causa della connessione che vi è fra questi e l’appartenenza alle bande di criminalità organizzata giapponese (chiamata “yakuza”). A causa di ciò, per molto tempo l’unica alternativa per gli amanti dei tattoo era di servirsi di onsen privati, solitamente presenti all’interno di ryokan di alto livello e strutture simili che vi garantivano l’accesso.

Tuttavia negli ultimi anni, dato anche il potenziale turistico di queste sorgenti naturali, molti stabilimenti pubblici hanno iniziato a permettere l’accesso anche alle persone con tatuaggi. Specialmente in caso di tatuaggi di dimensioni ristrette, sarà sufficiente coprirli con un’apposita fascia recuperabile all’interno della struttura e ci si potrà godere un bel bagno caldo senza problemi. Ad ogni modo, se avete tatuaggi vi consigliamo di informarvi prima e pianificare accuratamente una visita ad un onsen, in quanto diverse strutture possono avere diverse regole.

cartelli che indicano il divieto d'accesso a persone tatuate
Cartelli che indicano il divieto di ingresso a persone tatuate

I nostri consigli per i migliori onsen in Giappone

Desideriamo infine suggerirvi alcune fra le strutture termali più rinomate ed amate dai nostri viaggiatori. Prenderemo in esame le due città principali toccate da molti tour in Giappone: l’odierna capitale Tokyo e l’antica capitale imperiale Kyoto.

Onsen Tokyo

  • Niwa no Yu: in questa struttura non solo sarete immersi nei numerosi onsen e vasche idromassaggio all’aperto, ma anche nel delizioso giardino in stile giapponese che le circonda. L’ambiente è pensato per permettere un relax completo e pertanto i bambini sotto i 13 anni non sono ammessi.
  • Somei Onsen Sakura: questo onsen prende il nome dai numerosi alberi di ciliegio sakura sparsi per la proprietà. Inutile dire che se vi trovate a Tokyo nel periodo della fioritura primaverile, un bel bagno caldo in questo stabilimento è senza dubbio un must.
  • Take no Yu: una delle strutture più antiche della capitale, attiva da oltre un secolo. L’acqua calda di questo onsen è di un colore molto scuro, risultato della presenza di grandi quantità di minerali.
  • Oedo Onsen Monogatariun parco a tema onsen unico nel suo genere, situato nell’isola artificiale di Odaiba. Vi sono servizi di tutti i tipi, dalle tradizionali vasche di acqua calda alle piscine di acqua fredda ed addirittura un’apposita vasca per i cani. L’acqua termale non sorge sul luogo ma viene portata appostata.

Onsen Kyoto

  • Fufu no Yu: provvista di due vasche interne ed una esterna particolarmente rilassante nei giorni con un meteo ottimale. Per una scossa rinvigorente potete inoltre accedere ad un freddissimo “ice-bath”, collocato proprio accanto alle saune.
  • Tenzan no Yu: situato nella incantevole area di Arashiyama, questo enorme stabilimento termale offre ampie vasche termali, saune e persino un ristorante rinomato per l’altissimo livello del cibo servito.
  • Kurama Onsen: dopo uno spettacolare ma anche stancante trekking fra i pittoreschi villaggi montani di Kibune e Kurama, non ci può essere niente di meglio che immergersi in un rilassante onsen. La struttura si trova a soli dieci minuti a piedi dal tempio Kurama-dera, non perdetevi questa esperienza! 

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