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Capodanno giapponese: guida ai festeggiamenti

Fuochi d'artificio a capodanno a Tokyo - Watabi

Quando si parla di viaggiare in Giappone durante il periodo di capodanno (in giapponese “Shogatsu”) c’è da tenere di conto di alcuni dettagli molto importanti.

Un viaggio nel periodo invernale è sicuramente un’occasione imperdibile che vi permetterà di assistere ad una delle ricorrenze annuali più attese in assoluto, con tutte le relative celebrazioni ed usanze tipiche. Occorre tuttavia non dimenticarsi che proprio a causa dell’enorme importanza di questo evento molti negozi, ristoranti ed attrazioni turistiche (fra cui musei, giardini, castelli ecc.) saranno chiusi.

Non c’è uno schema fisso per le chiusure di queste attrazioni: alcune chiudono per l’intero periodo che va dal 29 Dicembre al 4 Gennaio, altre solo per alcuni giorni, mentre in genere negozi e ristoranti sono soliti chiudere solo per il 1 Gennaio. 

Fortunatamente vi sono anche strutture che non prevedono chiusure durante questo periodo, ma che al contrario diventano popolate come non mai. Stiamo parlando dei templi ed a breve vedremo il motivo.

Nel caso stiate programmando un tour di capodanno in Giappone vi consigliamo quindi di pianificare il vostro itinerario minuziosamente, consultando i siti ufficiali delle attrazioni che più vi interessano in modo da controllare eventuali periodi di ferie e non doversi trovare di fronte ad un triste avviso di chiusura.

Usanze tipiche del periodo di capodanno in Giappone

Fatta questa dovuta premessa, passiamo a vedere come i giapponesi trascorrono questi ultimi momenti dell’anno per poi dare il benvenuto a quello nuovo.

Iniziamo con un principio fondamentale: il capodanno giapponese è un evento molto più spirituale e religioso di quello occidentale. Mentre noi in quel periodo abbiamo anche il Natale che festeggiamo come la ricorrenza religiosa più importante dell’anno, dobbiamo infatti tenere a mente che per i nostri amici giapponesi il Natale è una bella giornata da trascorrere in coppia o con gli amici per scambiarsi i regali, ma niente di più profondo. Ecco quindi che il vero momento di spiritualità diventa così il passaggio al nuovo anno.

I preparativi

Innanzitutto negli ultimi giorni di Dicembre nelle case del Giappone si fanno le pulizie di fine anno, per accogliere l’anno nuovo in un ambiente pulito ed ordinato. Sempre in questi giorni solitamente le donne e specialmente le madri di famiglia preparano gli “osechi”, ovvero piccoli recipienti contenenti i pasti che si consumeranno nei primi tre giorni del nuovo anno. Questi manicaretti, solitamente a base di verdure, legumi e pesce andranno quindi a costituire i primi pasti dell’anno, ritenuti anche i più importanti.

La sera del 31 Dicembre

Per quanto riguarda il “cenone” del 31 Dicembre, quello giapponese non prevede decine di portate e fiumi di spumante, è bensì molto più contenuto. Il pasto si svolge infatti piuttosto rapidamente e non ci si alza da tavola senza aver mangiato la tipica “soba portafortuna”. Successivamente ci si sposta ad un tempio per aspettare la mezzanotte ed ascoltare i 108 rintocchi di campana. Questa usanza ha lo scopo di purificare i presenti alla cerimonia dei loro 108 peccati terreni legati alla natura umana: un rintocco per ogni peccato. Non vi aspettate quindi grandi spettacoli pirotecnici e fuochi d’artificio se non in alcuni quartieri di Tokyo.

coda per il capodanno giapponese
3 Gennaio, coda al tempio Senso-ji di Tokyo.

L’anno nuovo

Una volta giunto il nuovo anno, i giapponesi continuano a trascorrere la serata fra templi e preghiere di buon auspicio, per poi spesso passare a divertenti giochi fra familiari o amici. Molto comune è anche l’acquisto presso i templi degli omamori, piccoli amuleti porta-fortuna. In generale nei primi giorni di Gennaio l’atmosfera rimane molto mite e silenziosa ed i templi ed i santuari shintoisti continuano ad essere meta fissa per moltissime famiglie giapponesi.

Come si augura buon anno in Giapponese ?

“Buon anno” in Giappone si augura semplicemente dicendo “Akemashite Omedetou”. Al contrario nostro però questa è una frase da usare dal primo gennaio in poi e non può essere usata in anticipo come faremmo in Italia. Prima della mezzanotte del 31 dicembre, per augurare buon anno, si deve dire “Yoi Otoshi wo”.

I nostri consigli

Appurata dunque la fondamentale differenza fra il capodanno giapponese e quello a cui siamo abituati noi occidentali, non possiamo far altro che consigliarvi questa esperienza almeno una volta nella vita. Qualora abbiate la possibilità di fare un viaggio di gruppo in Giappone ( o un viaggio per il Giappone individuale ) in questo particolare periodo, vi suggeriamo naturalmente di seguire la tradizione e di recarvi nel maggior numero di templi possibile per godervi la piacevole atmosfera di tranquillità e raccoglimento. Le grandi città prevedono solitamente cerimonie in tutti i templi principali e anche in quelli minori.

Se ad esempio aveste la fortuna di trovarvi a Kyoto per capodanno vi consigliamo di attendere la mezzanotte al Santuario di Yasaka, per poi proseguire l’esplorazione dei vicini templi come il Kiyomizu-dera, il Kodai-ji ed il Chion-in

Se invece avete in programma di trascorrere il capodanno a Tokyo, il nostro suggerimento è di recarvi prima della mezzanotte al tempio Zojo-ji, la cui posizione privilegiata vi permetterà di godervi anche il countdown della adiacente e luminosissima Tokyo Tower.

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