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Cos’è l’Okonomiyaki e come viene preparato

okonomiyaki nella rappresentazione animata di kiss me licia

I primi testimoni italiani dell’Okonomiyaki hanno scoperto questo piatto sui manga oppure in televisione. Sia nel cartone “Kiss me Licia” che in “Ranma 1/2” c’erano infatti dei personaggi che avevano in qualche modo a che fare con questo piatto esotico. Erano gli anni ’80 e il Giappone entrava in casa nostra attraverso le reti tv private. 

Ora…prima di farci prendere dalla nostalgia, allontaniamo lo sguardo dal passato e andiamo a vedere di cosa è fatto un okonomiyaki nel mondo reale.

Che cosa è l’Okonomiyaki

Partiamo dal nome che possiamo separare facilmente in Yaki che significa “cucinato sulla griglia” e Okonomi che significa “quello che desideri”. Come potete vedere il nome indica già una delle particolarità di questo piatto e cioè la libertà di metterci dentro gli ingredienti che preferite. 

Prima di scoprire le diverse declinazioni regionali di questo piatto vediamo quali siano gli ingredienti sempre presenti: farina, uova e cavolo verza o cappuccio. A personalizzare la ricetta si possono poi aggiungere svariati ingredienti quali carne (manzo o maiale), pesce e frutti di mare oppure formaggi. La pastella viene cotta su una piastra e il composto finale viene condito con maionese o una salsa okonomiyaki che è un mix di ketchup, salsa di soia, zucchero e miele. Non manca poi mai una grattugiata di katsuobushi (scaglie di bonito detto anche tonno essiccato).

Okonomiyaki, una pizza giapponese ?

Si sente spesso dire che l’okonomiyaki sia una pizza o una frittata giapponese ma non c’è nulla di più sbagliato che aspettarsi una versione orientale del nostro piatto nazionale. L’accostamento è dovuto molto probabilmente al fatto che sia l’okonomiyaki che la pizza hanno forma rotonda e piatta ed entrambe le ricette fanno uso di farina di grano. Entrambi i piatti sono ricette gustose, popolari ed economiche e queste caratteristiche li accomunano e li rendono perfetti da mangiare in comitiva. Le similitudini però finiscono qui.

Storia e origine dell’Okonomiyaki

Al contrario della pizza che nasce nel 19esimo secolo in Italia, l’okonomiyaki ha una storia più antica che vede le prime origini intorno al 1600 con una crepe chiamata “funoyaki” e servita durante le cerimonie buddiste come dessert. Nel periodo Meiji avvenne una prima evoluzione della ricetta con un piatto ancora più dolce chiamato “sukesoyaki”. E’ negli anni 20 e 30 del novecento che il piatto si evolve ponendo una maggiore importanza sulle salse aggiunte e il nome “yoshokuyaki” inizia a prendere piede.

Il nome okonomiyaki si sente per la prima volta a Osaka prima dell’inizio della seconda guerra mondiale. In quel momento a Hiroshima andava di moda uno spuntino composto da una semplice crepe piegata e condita con cipolle. Quando durante la guerra il riso divenne un alimento estremamente scarso i giapponesi si ingegnarono con l’utilizzo di ingredienti alternativi e questo okonomiyaki, nato come semplice spuntino, iniziò ad arricchirsi di ingredienti. Aggiunsero un po’ alla volta uova, maiale e cavolo. Un ristorante di Osaka oggi sostiene di essere stato il primo ad aggiungere la maionese nel 1946 arrivando a formalizzare la ricetta contemporanea.

Varianti regionali

Sono due le principali scuole di okonomiyaki in Giappone, la prima è lo stile Kansai (la regione di Osaka) in cui gli ingredienti vengono incorporati prima nella pastella e poi vengono grigliati. Il secondo stile è quello tipico di Hiroshima dove viene prima cotto il pancake sulla piastra e poi gli ingredienti vengono aggiunti in cima. L’okonomiyaki di Hiroshima prevede molto più cavolo.

Kansai Okonomiyaki

menu lunch di un okonomiyaki in stile di Osaka

Questo è piatto al quale pensano il 90% degli stranieri davanti al nome “okonomiyaki”. Evolutosi come piatto di strada l’okonomiyaki kansai style è composto da una pastella di farina, nagaimo grattugiato (un tipo di patata), acqua o dashi, uova e cavolo tritato e di solito contiene altri ingredienti come cipolla, carne (generalmente pancetta sottile), polpo, calamari, gamberi, verdure, konjac, mochi o formaggio. Il composto viene cotto e girato più volte prima di essere impiattato con maionese, salsa okonomiyaki e alghe grattugiate. 

Hiroshima Okonomiyaki

Okonomiyaki di Hiroshima con cipollotto e benishoga

Ad Hiroshima la tecnica è di cuocere un piccolo e sottile pancake per poi adagiare sopra gli altri ingredienti (a partire da una grande quantità di cavolo tritato). gli altri ingredienti vengono aggiunti un po’ alla volta e cotto su uno o entrambi i lati prima di servire. Lo stile di Hiroshima include spesso anche spaghetti fritti.
E’ di solito possibile scegliere il calibro degli spaghetti, soba oppure udon.

Negiyaki

immagine di un negiyaki circondata di cipollotto verde

Il negiyaki è molto simile all’okonomiyaki ma varia nell’utilizzo del cipollotto al posto del cavolo. E’ molto simile alla crepe coreana chiamata Pajeon. 

Il Monjayaki o Tokyo Style Okonomiyaki

dopo aver grigliato li ingredienti viene versata la pastella liquida sul monja

Il monjayaki (o semplicemente monja) è una variante di moda a Tokyo spesso non apprezzata nel resto del Giappone. Gli ingredienti principali vengono prima grigliati, poi spostati all’interno di un contenitore a contatto con la piastra nel quale viene versato il liquido della pastella. Il risultato è un piatto molto più liquido con gli ingredienti meno amalgamati. La presentazione è decisamente meno appagante e questo è un aspetto che viene rimproverato agli abitanti di Tokyo da tutti gli amanti del piatto tradizionale. 

Takoyaki

Siamo d’accordo sul fatto che il Takoyaki non sia un Okonomiyaki, ma se ci pensate bene si tratta degli stessi identici ingredienti assemblati in modo diverso. Tanta è la similitudine che spesso sia i takoyaki che l’okonomiyaki vengono serviti negli stessi ristoranti. La differenza principale è che la pastella viene amalgamata a un singolo pezzettino di polpo e poi cotta in delle sfere di dimensione poco più piccole di quelle da biliardo. Viene poi aggiunta maionese e katsuobushi proprio come per l’okonomiyaki. 

Dove mangiare l’okonomiyaki

Sia che vi troviate in Italia o in procinto di partire per un viaggio in Giappone avrete diverse occasioni per assaggiare questo piatto ancora poco conosciuto in Italia. Vediamo di seguito alcuni suggerimenti di ristoranti.

Hiroshima

Consigliamo una visita a Okonomimura (letteralmente “il villaggio degli okonomiyaki”), una food hall dove sono concentrati una ventina di ristoranti specializzati esclusivamente nella preparazione di questi piatto.

Kyoto

Ci sono davvero svariati ristoranti a Kyoto che propongono questa pietanza. Vogliamo segnalarvi Arata in zona stazione. Molto rustico (com’è giusto che sia un ristorante di Okonomiyaki) e amichevole. 

Roma

Waraku e Okasan sono al momento la scelta più popolare per assaggiare l’Okonomiyaki a Roma. Entrambi i ristoranti preparano il piatto in cucina e lo servono poi al tavolo.

Milano

Oasi Giapponese e Maido sono gli indirizzi da provare per provare questo piatto nel capoluogo meneghino. 

Se state pensando ad un viaggio in Giappone che comprenda anche un’esperienza culinaria, contattateci per ulteriori informazioni o per ricevere consigli.

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