Negli ultimi anni la cucina giapponese ed il cibo made in Giappone ha riscosso un successo inaspettato nel nostro paese. Il Giappone ha storicamente contribuito a modellare la nostra vita attraverso le conquiste tecnologiche ma fino a poco tempo fa sembrava non riuscisse a fare breccia nella nostra orgogliosa tradizione culinaria. Ora che la situazione è, almeno in parte, cambiata vogliamo approfondire questo tema con una lista di 30 piatti giapponesi che dovreste provare durante un viaggio in Giappone.
Indice
30 Piatti della cucina giapponese da assaggiare
Sushi

Lo sappiamo, il sushi non ha bisogno di presentazioni. E’ proprio per questo che è uno dei primi piatti giapponesi che viene alla mente quando pensiamo alla cucina giapponese. Il sushi in Giappone non è in realtà un piatto quotidiano (come per noi la pasta) ma un qualcosa da mangiare durante le celebrazioni. In ogni caso questo è un piatto che dovreste assaggiare durante un viaggio in Giappone, se non altro per potervi fare una vostra idea personale sulla qualità dei tanti ristoranti che servono sushi in Italia.
Tempura

Se vi piace il fritto (a chi non piace) troverete molto interessante la tempura, una frittura giapponese leggera e croccante. Al contrario della nostra frittura la pastella tende a imbeversi meno di olio (risultando più leggera) e incidendo di meno sul sapore della pietanza. Al contrario dell’Italia, dove spesso si friggono soprattutto pesci e carni, la tempura è ricca di verdure, molluschi e conchiglie. Si serve da sola o più spesso in accompagnamento a un piatto di soba.
Tofu

Ma che cos’è il Tofu? Si tratta di latte di soia coagulato che, proprio come un formaggio, arriva ad assumere una forma solida. E’ ricco di proteine, grassi insaturi e ha un basso contenuto energetico, caratteristiche per le quali in occidente si è ritagliato la fama di cibo salutare. In realtà in Giappone lo consumano tutti al punto da far parte della normale dieta quotidiana. Può assumere davvero molte forme diverse al punto di trovarlo fritto o di accompagnamento nelle zuppe.
Udon

Gli udon sono quanto di più simile ci sia alla nostra pasta di grano. Sono spaghetti molto spessi e gommosi serviti per lo più in brodo caldo, per questo motivo è percepito più come un piatto invernale. Alcune versioni di questo piatto come il kitsune udon (udon di volpe) contiene tofu fritto, mentre il tempura udon viene ricoperto di tempura appena fritta (funghi, gamberi e altro). Attenzione perché la tempura messa sopra gli udon in brodo non mantengono la croccantezza e spesso deludono il viaggiatore italiano. Bisogna fare qualche tentativo prima di apprezzare questa accoppiata culilnaria.
Ramen

Uno dei piatti più famosi in Italia, il ramen si conferma anche uno dei più amati. Originario della Cina in Giappone ha subito diverse trasformazioni regionali che hanno portato sensibilità e gusti diversi alle diverse latitudini. E’ un cibo che riempie gli stomaci più capienti ed è economico, il che lo rende molto popolare. Il brodo è generalmente salato (anche molto salato) e i condimenti previsti sono soia, miso e fette di carne. In Giappone è talmente popolare da avere diversi musei dedicati alla sua storia.
Yakitori

Dire che gli yakitori sono degli spiedini di carne è corretto ma può non rendere giustizia al livello di sofisticazione che questo piatto giapponese ha raggiunto. Gli yakitori sono spiedini preparati al momento e cotti quasi sempre sui carboni ardenti. Di solito sono di pollo e derivati (non si butta via nulla del pollo in un ristorante di yakitori) e quasi sempre vi verrà chiesto se li preferite con il sale o conditi con la salsa di soia. La carne è spesso marinata per renderla più tenera e le verdure che accompagnano sono molto spesso funghi, cipollotto e peperone. Ci sono diversi pezzi popolari tra gli yakitori e i più ordinati sono sicuramente la coscia (momo), la pelle (kawa) e gli spiedini di carne di pollo macinata (tsukune).
Sashimi

Il sashimi è composto da sottili fettine di pesce o carne cruda serviti con un salsa di accompagnamento (generalmente soia) ravanello e zenzero. Al contrario del sushi il pesce servito nel sashimi dev’essere il più fresco possibile.
Natto

Il natto è forse il piatto più ostico per i viaggiatori stranieri. Anche in Giappone non è amato da tutti ma le percentuali degli estimatori si riducono sensibilmente tra gli italiani. Se lo volete provare non proseguite a leggere, è molto meno peggio di quello che può sembrare dalla descrizione. Il natto è un piatto ricavato dalla fermentazione dei fagioli di soia. Non tutti sanno che i batteri usati per la fermentazione sono gli stessi che produciamo naturalmente nel nostro tratto gastrointestinale. Quello che tiene lontano molti viaggiatori non è però la descrizione del processo di fermentazione quanto la consistenza viscida e il forte odore, simile a quello di alcuni nostri formaggi d’alpeggio. Si mangia da solo ma più spesso mescolato nel riso bianco.

Donburi

Donburi in giapponese significa semplicemente “grande ciotola” e il nome contraddistingue tutta una serie di piatti diversi che si possono mangiare in ristoranti popolari. La ciotola donburi è normalmente riempita di riso e ricoperta di altri ingredienti. Gli ingredienti più tipici sono la carne, il pesce e diverse verdure cotte a vapore. Il ten-don è tempura servita sopra un letto di riso, il gyu-don include carne di manzo e l’oyako-don è caratterizzato da pollo e uovo. Ideale per una pausa pranzo veloce ed economica.
Oden

L’oden è un piatto tipicamente invernale. Questa zuppa calda viene preparata con un assortimento di verdure e carni tra cui crocchette di pesce lavorate, riso mochi, uova sode, daikon, rapa e tofu. Il tutto viene stufato in un brodo leggero condito con salsa di soia e dashi (un brodo a base di scaglie di pesce secco, alghe e altri ingredienti salati) in una grande pentola calda al centro di un tavolo. I commensali possono quindi estrarre i loro pezzi preferiti e condirli con la senape o altre salse. Oltre ad essere un abbondante pasto, la pentola bollente serve anche da calorifero comune nelle sere fredde. Durante i mesi più freddi potete vederlo in cottura lenta vicino alla cassa dei konbini. E’ talmente amato da essere diventato un “fast food” negli anni più recenti.
Soba

Se dobbiamo pensare a uno dei piatti tipici giapponesi non possiamo non menzionare la soba. Questi spaghetti di grano saraceno (non sempre al 100%, attenti celiaci) sono largamente consumati in Giappone in quelli chiamati soba-ya (ristoranti di soba) tradizionali. Il colore più scuro e il sapore deciso di questi pizzoccheri nipponici li rendono ideali per accompagnarsi a salse dal gusto più intensto, con la presenza di cipollotto e wasabi. La soba si può mangiare in un brodo caldo o fredda a parte. Quando è servita fredda viene inzuppata in un saporito brodo (anch’esso freddo) e poi mangiata. Ideale quindi sia in inverno che in estate.
Tamagoyaki

Il tamagoyaki non è altro che una frittata giapponese ottenuta dalla cottura di diversi strati di uovo sbattuto arrotolati. Si può mangiare appena cotta o servita come contorno di altri piatti. E’ salata o dolce a seconda dell’uso di salsa di soia o zucchero. Non tutti sanno che tra i pezzi di sushi quello con la frittata viene solitamente consumato per ultimo. Non essendoci dessert nel ristorante di sushi questo pezzo dolce ne fa in qualche modo le veci.
Tonkatsu

Non siate frettolosi a dismettere il tonkatsu come una semplice fettina di maiale fritta. Sebbene ricordi la nostra cotoletta alla milanese questo piatto giapponese ha delle particolarità specifiche che lo rendono un pilastro della cucina giapponese. Per prima cosa dobbiamo notare che in Giappone esistano dei ristoranti di tonkatsu: sono specializzati in quello e non hanno niente altro sul menu. Di solito è possibile scegliere la qualità della carne (filetto, sottofiletto o lonza) e i contorni. La frittura è leggera e croccante mentre la salsa che accompagna la cotoletta fritta è simile a una densa Worcestershire. Storicamente il tonkatsu viene servito accompagnato da un’insalata di cavolo cappuccio tagliato fine; il cavolo viene condito da una salsa a a base di sesamo. Da provare.
Sukiyaki

Il principio è simile a quello della bourguignonne: una pentola in centro tavola nella quale tutti i commensali mettono a cuocere delle tenere fettine di carne (soprattutto manzo ma in alcune regioni maiale). Il brodo del sukiyaki viene preparato in anticipo con sake, mirin e salsa di soia e al suo interno vengono fatte bollire verdure tra le quali il cipollotto, i funghi, la verza del tofu e spaghetti di konjak. La carne viene cotta secondo piacere nella pentola e poi intinta in diverse salse a piacere nonostante la più comune sia a base di uovo crudo sbattuto e salsa di soia.
Okonomiyaki

Uno dei piatti popolari più amati nella regione del Kansai viene definito da alcuni come la “pizza giapponese”. La similitudine stona particolarmente per noi italiani, a parte la forma infatti non c’è nulla che ricordi il nostro piatto napoletano. E’ più simile a una frittella di farina, uova e diversi altri ingredienti cotta su una piastra calda e condita con maionese. Gli ingredienti utilizzabili nella preparazione dell’okonomiyaki sono davvero tanti a seconda dei gusti. Chi fosse interessato può leggere l’articolo di approfondimento sugli okonomiyaki.
Yakiniku

Questo piatto di origine coreana si mangia quasi esclusivamente al ristorante dove ogni tavolo è sormontato da una potente cappa di aspirazione. Su una griglia metallica scaldata a gas viene cotta carne marinata in salsa di soia, aglio, mela, mirin e gochujang. La carne varia tantissimo dalla più pregiata wagyu alle interiora di pollo. A dipendere dal livello del ristorante verrano proposti diversi tagli. In Giappone è molto popolare uscire a mangiare yakiniku tra gruppi di amici.
Onigiri

Gli onigiri sono forse il cibo giapponese più iconico. Arrivato in Italia attraverso la rappresentazione in manga e anime l’onigiri è davvero lo snack più comune e semplice da preparare in Giappone. Si tratta di appallottolare del riso bianco (cotto alla giapponese) intorno a un ingrediente particolare che definirà il gusto dell’onigiri. Gli onigiri più comuni sono alla prugna salata, al salmone cotto, al mentaiko o tonno e maionese. La palla di riso viene avvolta in una gustosa foglia d’alga secca per facilitare la presa con le mani. Gli onigiri si possono anche grigliare sulla fiamma, in quel caso si parla di yakionigiri.
Shabu Shabu

Lo shabu-shabu è un piatto caldo in cui si cucinano sottili fette di carne in un brodo bollente.
Nella maggior parte dei ristoranti di shabu-shabu, potrete scegliere tra almeno 2 brodi da una varietà di opzioni nel menu.
In alcuni ristoranti il piatto è diviso a metà in modo da poter provare due gusti contemporaneamente. Una volta che avrete la carne al vostro tavolo userete le bacchette per prendere una fetta e immergerla nel brodo bollente di vostra scelta.
Dopo un breve “swish swish” (da cui prende il nome lo shabu-shabu), la carne è pronta.
Gyoza

Tra i più famosi piatti tipici giapponesi i gyoza sono ravioli (di origine cinese) cotti sulla piastra. Normalmente si trovano serviti come contorno nei ristoranti di ramen (vanno ordinati in aggiunta) e sono ripieni di carne di maiale o pollo o gamberi. Si fanno cuocere sulla piastra da un lato solo in modo che si formi una leggera crosticina. Sul tavolo è sempre presente una speciale salsa fatta di soia e aceto (sujouyu) che si accompagna al piatto.
Takoyaki

Tradizionali ad Osaka e in tutto il Kansai i takoyaki si possono trovare dappertutto. Sono un piatto tipicamente da strada ma si possono ordinare anche negli izakaya. Si tratta di una pastella di farina, lievito, dashi e uovo nella quale viene inserito una piccola fetta di polipo (takoyaki significa polipo grigliato). La forma del takoyaki è sferica ed è necessaria una forma apposita per la cottura. Normalmente si servono tra le 6 e le 10 palline di takoyaki ricoperte di katsuobushi (scaglie di tonno essiccato) maionese e alghe grattugiate.
Cucina Kaiseki

La cucina kaiseki non è un un piatto giapponese quanto una tipologia di pasto di alto livello. Si può dire che si tratti dell’equivalente dell’alta cucina giapponese. Una cena completa può coinvolgere una dozzina o più di piatti diversi realizzati con prodotti freschi, stagionali e / o locali, ognuno preparato in porzioni molto piccole in modo tale da migliorare il sapore naturale del prodotto. Questo tipo di cucina può essere normalmente consumato in ristoranti specializzati o nei ryokan, le famose locande giapponesi.
Edamame

Mentre i frequentatori di aperitivi italiani amano accompagnare una birra con arachidi e patatine, i clienti degli izakaya giapponesi consumano edamame appena preparati. Questi sono fagioli di soia non maturi, raccolti prima dell’indurimento dei fagioli e vengono normalmente serviti nel baccello dopo essere stati sbollentati e leggermente salati. Vengono cosparsi di un leggero strato di sale e consumati prima del pasto vero e proprio.
Yakisoba

Uno dei più comuni piatti giapponesi di strada. Gli spaghetti di soba vengono infatti cotti su una piastra calda e conditi con una varietà di ingredienti dal sapore deciso. Tipicamente si ordina ai banchetti durante i matsuri estivi e non è possibile scegliere tra diversi gusti. Zenzero e alghe grattugiate completano la preparazione.
Chawanmushi

Possiamo essere d’accordo che il nome chawanmushi suona piuttosto divertente al nostro orecchio ma è la semplice unione di chawan (tazza da tè) e mushi (cottura al vapore). Possiamo pensarlo come un budino salato realizzato con uovo e ingredienti diversi come funghi o gamberi. E’ un tipico antipasto da consumare in una tazzina, molto popolare nella cucina kaiseki.
Wagashi

Il modo più autentico per concludere un pasto giapponese o una cerimonia del tè è con i wagashi. I Wagashi sono dolci tradizionali giapponesi, inventati durante il periodo Edo e influenzati da ingredienti e sapori prevalenti a quel tempo. La maggior parte dei wagashi sono realizzati utilizzando solo pochi ingredienti, tra cui mochi, pasta di anko (fagioli rossi), kanten (un addensante vegetariano simile alla gelatina), castagne e zucchero. I wagashi più popolari includono il dango (palline di mochi dolci su bastoncini infilzati e grigliati), daifuku (riso mochi ripieno di anko) e dorayaki (anko inserito tra due grosse frittelle).
Unagi

Unagi è il nome comune dato all’anguilla d’acqua dolce. L’anguilla è un pesce piuttosto grasso per cui il metodo di cottura principale è la griglia. Questo piatto giapponese è considerato un lusso e non sono pochi i ristoranti di unagi a proporre menù a cifre tra i 50€ e i 100€. L’anguilla viene servita con una salsa piuttosto dolce (soia zuccherata) motivo per il quale noi italiani, abituati a una netta distinzione tra pasto dolce e salato, non siamo particolarmente attratti da questo piatto.
Curry Rice

Il riso al curry giapponese è piuttosto diverso da quello indiano nonostante si giunto in Giappone dall’Inghilterra nell’era Meiji. Per prima cosa non è piccante e in secondo luogo ha un gusto molto più dolce e una consistenza più densa. Viene spesso preparato con dei pezzi di carne e verdure o anche con delle semplici patate. Viene servito nel piatto con il riso bianco con una divisione perfettamente a metà.
Nikujaga

Letteralmente nikujaga significa carne e patate ed è uno dei piatti giapponesi importati durante la rivoluzione Meiji in un impeto di occidentalizzazione e modernizzazione. E’ un piatto che ogni giapponese associa al sapore di casa in quanto è un tipico pasto casalingo. E’ altamente personalizzabile ma in questo stufato di soia e zucchero è sempre presente, oltre alle patate e alla carne di manzo le cipolle e i fagioli. Spaghetti di konjac e carote completano questa tipica ricetta invernale.
Mentaiko

Questo ingrediente della cucina giapponese è stato importato dalla corea durante la guerra e adattato ai gusti nazionali. Si tratta di uova di merluzzo speziate e marinate nel peperoncino, sake, alga konbu e succo di yuzu. Si consuma principalmente all’interno degli onigiri o come condimento di insalate e antipasti vari. Un crossover molto ben riuscito è la creazione di un sugo per la pasta dal sapore simile al nostro panna e caviale.
Melon Pan

Uno dei dolci giapponesi più amato dagli italiani, probabilmente perché ricorda in qualche modo una brioche. Il melon pan non ha davvero il gusto di melone e prende il nome dalla forma che ricorda vagamente il melone retato. E’ leggero e morbido all’interno con una crosta leggermente più dura. Ottimo da assaggiare appena sfornato in un negozio di Asakusa.
Che creatività! Gnam gnam! Grazie! Maria De Ponti
Come si chiama quel piatto giapponese con verdure cotte a julien, gamberi salmone e tonnetto, accompagnati dal riso di contorno?si può avere la ricetta?
Potrebbe essere il Nambanzuke o il Kamameshi ? Prova a darci qualche informazione in più, ad esempio il salmone e i gamberi erano cotti o crudi ?
Tutto cotto
Ma scherzi a noi italiani piace un sacco l ‘unagi…
Ma va e buonissimo tutti la gente non capisce niente