In Giappone anche i dolci sembrano assumere una magica ed elegante leggerezza. Se sei un kuishimbo (una via di mezzo tra goloso e buongustaio) non dovresti farti sfuggire l’occasione di assaggiare i dolci tipici giapponesi.
La tradizione dei dolci in Giappone
Un aspetto che differenzia la pasticceria tradizionale giapponese da quella occidentale, è la quasi assenza di zucchero. Le preparazioni dei dolci giapponesi sono, generalmente, ottenute con prodotti di origine vegetale: riso, soia, azuki (fagioli rossi), matcha… Inutile dire che ogni dolcetto sia sottoposto all’attenta cura dei dettagli (forma, colore, sapore…) e che vengano modellati e decorati a seconda delle ricorrenze. Questi dolci tradizionali sono noti anche con il nome di Wagashi (letteralmente “dolce giapponese”) e vengono serviti durante durante il sadō, noto cerimonia del tè.
25 Dolci giapponesi che forse non conoscevi
Cosa dobbiamo quindi aspettarci di mangiare durante un viaggio in Giappone ? Spesso i dolci non vengono serviti all’interno dei ristoranti tradizionali giapponesi che sono specializzati in una sola portata. Il modo migliore di consumare un dolce giapponese è quindi all’interno di un café o in una delle tante panetterie.

1.ANMITSU: è un dolce dal sapore retrò ed esotico. Si tratta di frutta a pezzi (ananas, pesca, ciliegie), addensata con gelatina di agar agar e succo di mela, insaporita con marmellata di fagioli azuki.

2.ANPAN: è un dolcetto giapponese molto popolare, ideale per merende con il tè verde. Inventato da un ex samurai, intorno all’800, è un panino dolce farcito con pasta di azuki zuccherata, con sesamo o fagioli bianchi.

3.CASTELLA: è una sorta di sponge cake. Viene presentata in forma rettangolare (27 cm di lunghezza). Preparata con: farina, uova, zucchero, sciroppo di amido. Pare l’abbiano portata a Nagasaki dei mercanti portoghesi nel XVI secolo. Ecco svelato il perché del nome!

4.CHINSUKO: biscottino tipico di Okinawa, adatto per l’ora del tè. L’impasto è fatto con: farina, zucchero e strutto; dopo essere stato lavorato, viene cotto velocemente al forno. Esistono due varianti: con tè matcha o con semi di sesamo tostati.

5.MOCHI: dolcetti di riso, inizialmente ideati per festeggiare il capodanno ma da qualche decennio è possibile trovarli in ogni stagione. Bisogna bollire il riso, pestarlo nel mortaio e modellarlo in polpettine. Esistono diverse varianti, a seconda della guarnizione: daifuku farcito con anko (pasta di azuki), crema di fragole o caffè e sakuramochi con foglie di ciliegio marinate.

6.YATSUHASHI: tipico di Kyoto; è una sfoglia croccante ottenuta passando in forno farina di riso glutinoso, zucchero e cannella. Vi è anche la versione nama yatsuhashi: ravioli dolci farciti.


7.RAKUGAN: veri e propri dolcetti scenografici, ottenuti grazie a stampi appositi. L’impasto si ottiene con riso glutinoso, acqua e zucchero, a cui si aggiungono i coloranti.

8.WARABIMOCHI: è una sorta di mochi dove il riso è sostituito da amido e pasta di soia tostata. Si guarnisce con matcha, sesamo e sciroppi.

9.MELONPAN: panino dolce, tipico del Giappone. È un impasto di acqua e farina, rafforzato da uno strato superiore di biscotto. Per giustificare il nome, ogni tanto, alcuni aggiungono un aroma di melone.

10.SATA ANDAGI: dolci tipici di Okinawa, croccanti a all’esterno e soffici all’interno. Fatti con farina, zucchero e uova, modellati a forma di pallina e fritti nell’olio bollente.

11.DORAYAKI: è tra i dolci giapponesi più rappresentativi. Si tratta di due soffici pancake che racchiudono una farcitura di anko o crema.

12.DANGO: sono spiedini dolci, dove si infilano tre o quattro polpettine di riso glutinoso. Farcite a seconda delle ricorrenze: con semi di sesamo, farina di miglio, anko, soia tostata, sciroppo di amido; il dango bocchan si presenta in tre colori, dovuti rispettivamente a fagioli rossi, uova e tè verde.

13.MANJU: prevede un ripieno di anko avvolto da polvere di riso e grano saraceno. Vengono, poi, bollite. Esistono versioni all’arancia, al tè verde e allo sciroppo d’acero.

14.UIRO: ricorda una saponetta. Per l’impasto: farina di riso glutinoso mescolata con lo zucchero e cotta al vapore, fino a risultare morbido e soffice. Ogni porzione viene, poi, aromatizzata con: castagna, fragole, tè verde o fagioli azuki.

15.GREEN TEA ICE CREAM: un dessert rinfrescante. La forma originaria avrebbe dovuto richiamare il monte Fuji. Si tratta di un’elaborazione del ghiaccio tritato con tè matcha.

16.TAIYAKI: tipico dolce giapponese, tra i più famosi, semplice ed economico. Ha la forma di un pesce e la consistenza dei pancake americani, ripieno di marmellata di azuki. Esistono anche tantissime variazioni: ripieni di cioccolato, crema, ecc… Ad Asakusa, ad Akihabara e persino vicino a Ueno, ci sono alcuni locali in cui bisogna fare la fila per aggiudicarsi uno di questi dolcetti.

17.AGE MANJU: il manju è una tortina tonda cotta al vapore, mentre l’age manju viene ricoperto di pastella e fritto. Le guarnizioni sono varie, a seconda del gusto: anko, sesamo nero, zucca e anko aromatizzato ai sakura.

18.FRUIT SANDO: è un sandwich di pane bianco, con ripieno di panna e frutta. I giapponesi lo mangiano come spuntino.

19.KAKIGORI: è una specialità giapponese che si presenta come una granita morbidissima, aromatizzata con sciroppo alla frutta e latte condensato.

20.YŌKAN: è un dessert gelatinoso e compatto, composto da marmellata di fagioli rossi, agar agar e zucchero. Vi sono due tipi di yōkan: neri yōkan (congelato e consumato in estate) e mizu yōkan (mizu vuol dire acqua e indica che è preparato con più acqua del solito).

21.CRÊPES DI HARAJUKU: sono crêpes super colorate, tipiche di ‘Takeshita Dori’ ad Harajuku. Farcite con: gelato, panna, frutta, cioccolato, fette di torta e caramelle.

22.KUZUKIRI: si tratta di noodles dolci, preparati con farina di kuzu (pianta selvatica rampicante). Si intingono, poi, nel kuru mitsu (sciroppo di brown sugar).

23.COTTON CHEESECAKE: è la tipica cheesecake giapponese, nota per la sua sofficità che ricorda una nuvola. Con la cheesecake originale condivide solo il formaggio spalmabile.

24.FLUFFY PANCAKES: come definirli? Fluffosi. Soffici, ma allo stesso tempo spumosi. Si preparano con una pastella simile alla meringa. Per ottenere il massimo dell’altezza, gli albumi e la pastella vengono fatti raffreddare prima di lavorarli. Inoltre, bisogna cuocerli molto lentamente per mantenere la delicatezza.

25.SHIRO HIGE CREAM PUFF: bignè a forma di Totoro, protagonista del famoso studio Ghibli. Guarniti, in base alla stagione, con: matcha, crema alla banana e caramello, crema di fragole e panna, mousse di castagne, ecc… Dove si possono trovare? Da Shiro hige’s cream puff factory. Se siete fuori da una pasticceria, in Giappone, e sentite qualcuno esclamare ‘Oishii!’ (delizioso), forse è il caso di entrare!

Salve volevo delle vostre ricette giapponese magari anche senza glutine.
Scriveremo un nuovo articolo! Ormai molti dolci della cucina giapponese contengono farina (basti pensare ai dorayaki) ma esistono diverse varianti senza glutine.