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L’arte giapponese dello Ukiyo-e

ukiyoe onda di kanawagawa - hokusai

Ukiyo-e (浮世絵) è il nome con cui si identifica un preciso stile d’arte tipico giapponese. Il termine si può tradurre come “immagini del mondo fluttuante”, ovvero del mondo vivace e caotico delle grandi città di Edo (attuale Tokyo), Osaka e Kyoto del Periodo Edo (1603-1867).

Gli Ukiyo-e venivano realizzati anticamente con la tecnica della stampa serigrafica con blocchi di legno su carta o stoffa: ciò permetteva di creare numerose stampe di una stessa illustrazione. Inizialmente nacquero per illustrare i libri ma in seguito divennero prodotti a sé stanti, acquistabili da tutti a un presso accessibile proprio grazie al fatto che potevano essere riprodotte in serie.

Il mondo dell’Ukiyo-e si spinge oltre la storia dell’arte e si inserisce in un discorso più ampio legato alla diffusione delle immagini nella cultura popolare, nel teatro e negli svaghi. È arte pop o, in altre parole, un genere d’espressione artistica nato per fare parte della vita quotidiana della gente comune.

Vediamo insieme com’è nato l’Ukiyo-e, le tecniche di produzione e quali erano i soggetti più diffusi ritratti dai più grandi artisti del genere.

Storia e origini dell’Ukiyo-e

L’Ukiyo-e nasce e si sviluppa nell’Era Edo, un periodo della storia giapponese caratterizzato da due secoli e mezzo di relativa pace. La fine delle guerre civili che avevano caratterizzato i periodi precedenti  permise lo sviluppo di grandi centri urbani e il prosperare della classe mercante.

Se fino ad allora la cultura era rimasta appannaggio dell’élite dei nobili e dei guerrieri, in questo periodo storico anche la classi sociali inferiori si ritrovarono nella posizione privilegiata di poter finalmente godere di passatempi più culturalmente elevati. Nacquero moltissime forme di teatri e d’intrattenimenti e la diffusione della stampa abbassò notevolmente il costo dei libri favorendo l’alfabetizzazione anche delle fasce più povere della popolazione.

L’Ukiyo-e si inserisce in questo contesto e inizialmente si presenta sotto forma d’illustrazioni monocromatiche (sumisuri) per i romanzi e le guide scritte.

ukiyo e monocromatico
Una scrittrice compone una poesia mentre un’altra donna pettina un uomo innanzi a uno specchio. Anonimo 1700ca
attore di kabuki ukiyoe - watabi
L’attore Bando Hikosaburo VI. 1928

La policromia

L’evoluzione dell’Ukiyo-e arriverà con l’invenzione della stampa policromatica (nishiki-e), che consentirà la sovrapposizione di più colori e la creazione d’immagini variopinte e molto più elaborate. L’Ukiyo-e adesso non è più solo l’illustrazione di un testo, ma acquisisce una rilevanza propria. Le librerie iniziano a vendere queste stampe che rappresentano attori di kabuki famosi, cortigiane di alto rango e paesaggi cittadini esattamente come se fossero dei veri e propri poster. Scatta la corsa per immortalare i soggetti che “venderanno di più”.

Tuttavia è sbagliato pensare che l’Ukiyo-e fosse un prodotto commerciale, del tutto privo di valore artistico. Al contrario, queste stampe hanno una profonda connotazione artistica e rispecchiano il talento e la sensibilità di chi le ha create. Basti pensare che continuano a influenzare ancora oggi il mondo dell’arte e dei manga.

È più giusto affermare che la tecnica “a basso costo” con cui venivano realizzati gli Ukiyo-e, anche se in forma molto semplificata, veniva usata anche per stampare i testi dei libri e ha consentito la diffusione capillare di arte e cultura in Giappone, in un periodo storico in cui in Europa il tasso di alfabetizzazione era ancora bassissimo.

Gli usi più comuni degli Ukiyo-e erano, oltre che decorativi, anche pubblicitari e sociali: c’è chi usava queste stampe come manifesti e locandine, e anche chi le acquistava sotto forma di cartoline augurali da mandare ad amici e conoscenti nelle occasioni importanti.

I soggetti dell’Ukiyo-e

Inizialmente i soggetti delle stampe costituivano in scenari cittadini e di vita quotidiana, luoghi caratteristici dei quartieri più famosi, cortigiane popolari, lottatori di sumo, geisha, attori famosi. In seguito, tuttavia, diverranno molto popolari anche i paesaggi e  i soggetti a tema mitologico-leggendario, nonché le stampe parodistiche e satiriche.

Alcuni Ukiyo-e erano delle vere e proprie guide turistiche, in quanto illustravano le località più famose lungo le vie dei pellegrinaggi.

Tuttavia è opportuno ricordare che l’Ukiyo-e, nei secoli, ha subito una censura pesantissima da parte delle autorità militari. Soggetti troppo legati al mondo “immorale” dei quartieri di piacere o del teatro furono banditi a più riprese, così come gli shunga, i soggetti esplicitamente pornografici.

La censura, tuttavia, non è stata forzatamente una cosa negativa: da una parte i soggetti proibiti hanno continuato a circolare, ingrossando il mercato del contrabbando; dall’altra gli artisti hanno escogitato dei modi sempre nuovi per evitare d’incappare nella censura. Hanno sfruttato sempre le crepe, le piccole scappatoie e hanno continuato a rappresentare gli attori di kabuki con facce di gatti o di pesci, mentre le cortigiane abbandonavano i loro veri nomi per impersonare, su carta, le eroine di antiche leggende.

ukiyo e erotico
Scena d’amore – Sugimura Jihei – 1680

Come si crea un Ukiyo-e

Ecco il procedimento attraverso il quale era possibile creare un Ukiyo-e:

  1. L’artista realizzava il disegno originale usando del semplice inchiostro su carta.
  2. Un’altra figura specializzata si incaricava di ricalcare l’originale, e questa traccia veniva passata agli incisori. Questo procedimento era piuttosto complicato, perché si doveva creare una traccia diversa per ogni colore. Erano come degli stencil, o i layer di photoshop.
  3. Gli artigiani incisori incollavano le tracce a faccia in giù delle tavole di legno, dopodiché scavavano via la parte di foglio non colorata: così si creava una sorta di grande timbro.
  4. I rilievi ottenuti venivano incollati su dei blocchi di legno.
  5. I blocchi venivano inchiostrati e impressi su carta, facendo attenzione a rispettare l’ordine dei colori. Questa operazione veniva ripetuta numerose volte, in poco tempo: ecco perché era così facile ottenere tante copie quasi uguali di una stessa opera.
  6. Per dare maggiore intensità ai colori e mettere in risalto le sfumature, alcuni blocchi venivano inchiostrati più volte.
stampe necessarie per un ukiyo-e policromo
I vari “timbri” in legno da inchiostrare nel processo policromo

È importante notare come la realizzazione di una stampa Ukiyo-e coinvolgesse le maestranze di molte figure professionali e fosse una sorta di lavoro di squadra. Per questo, il risultato finale rispecchiava non solo la sensibilità dell’artista disegnatore, ma anche di tutti gli artigiani che mettevano mano al suo disegno per riprodurlo.

Gli artisti di Ukiyo-e più famosi

Negli ultimi anni si è riscoperto l’Ukiyo-e e i nomi di artisti come Katsushika Hokusai e Utagawa Kuniyoshi sono diventati familiari per il pubblico occidentale. Tuttavia non tutti sanno riconoscere le particolarità stilistiche di ognuno di loro e c’è confusione anche sui soggetti ritratti.

Ecco dunque una rapida carrellata di pittori di Ukiyo-e famosi e delle loro opere più celebri.

Quando il Giappone si apri alla fotografia e alle più moderne tecniche di stampa, i colori naturali vegetali usati negli Ukiyo-e vennero sostituiti da tinture chimiche. La fotografia finì poi con il rimpiazzare gran parte degli Ukiyo-e.

Katsushika Hokusai

Hokusai è considerato il più grande artista di Ukiyo-e di tutti i tempi. Le sue opere più famose sono la serie di “Trentasei Vedute sul Monte Fuji”, di cui fa parte anche la celeberrima “Grande onda di Kanagawa” (non ce l’avete presente? La trovi in mezzo alle emoji di whatsapp). Hokusai è diventato popolare in occidente anche grazie ai suoi manga, taccuini su cui il pittore ha fatto i suoi studi pittorici e che ha riempito di figure umane in varie posizioni, piante, fiori, animali, schizzi di paesaggi e anche fantasmi e mostri yokai.

ukiyo e di Hokusai
Hokusai – 1820ca

Utagawa Kuniyoshi

Uno degli artisti più poliedrici e anche irriverenti dello stile Ukiyo-e, Kuniyoshi si specializzò molto nei soggetti erotici shunga. A causa della censura, spostò gran parte della sua produzione verso il genere “giga”, ovvero il satiro-parodistico. Sono molto famose le sue stampe che hanno per soggetti gatti e pesci rossi.

Inoltre, Kuniyoshi ci ha regalato anche stampe a tema mitologico-leggendario, come la famosa opera “La strega Takiyasha e lo scheletro-spettro” che rappresenta un enorme scheletro gashadokuro intendo a squarciare le cortine di un palazzo.

i famosi demoni nei dipinti giapponesi ukiyo-e
La strega Takiyasha e lo spettro scheletro – Kuniyoshi – 1844

Kitagawa Utamaro

L’artista più conosciuto del genere “bijinga”, ovvero “ritratti di bellezze”. Utamaro ovviamente ha dipinto anche splendidi paesaggi e soggetti naturalistici molto dettagliati, tuttavia è passato alla storia per le sue figure femminili – cortigiane, prostitute ma anche donne comuni – dove i volti e i corpi hanno saputo catturare alla perfezione l’essenza delle modelle a cui si sono ispirati.

shunga ukiyo-e tradizionale
Scena d’amore – Utamaro – 1800ca

Recentemente, l’interesse verso l’Ukiyo-e si è risvegliato anche in Italia: a dimostrazione di ciò, negli ultimi anni sono state realizzate delle importanti mostre a Milano e Roma che hanno attirato migliaia di visitatori. Tuttavia, i musei migliori dove ammirare gli Ukiyo-e restano quelli in Giappone.

I migliori musei di Ukiyo-e giapponesi:

  • Japan Ukiyoe Museum (Matsumoto, Nagano)
  • Ota Memorial Museum of Art (Harajuku, Tokyo)
  • Garon, Hida Takayama Ukiyoe Gallery (Takayama)
  • Sumida Hokusai Museum (Tokyo)
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