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Il Kabuki, teatro tradizionale giapponese

attore di teatro kabuki

Il Kabuki è, insieme al teatro No, Kyogen e Bunraku, una delle forme di teatro tradizionali del Giappone.

I drammi kabuki sono inscenati interamente da attori uomini che, mediante un trucco molto pesante e costumi elaborati, interpretano anche ruoli femminili. Si tratta di un genere teatrale popolare nato agli inizi del XVII secolo e che ha sempre portato in scena tematiche sociali attuali (i cosiddetti drammi sewamono) e spettacoli di ambientazione storica (jidaimono).

Dal 2008 il Kabuki è stato dichiarato Patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO. Tuttavia, per molti occidentali è ancora una forma di teatro poco conosciuta e spesso si ha la tendenza a confonderlo con altri tipi di teatro giapponese.

Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali del Kabuki, com’è nato e come si è evoluto fino ad arrivare ai giorni nostri!

Come nasce il teatro Kabuki ?

Secondo le fonti storiche, il teatro Kabuki fu inventato dalla sacerdotessa Izumo no Okuni. Okuni aveva prestato servizio al grande Santuario di Izumo prima d’iniziare a viaggiare per tutto il Giappone con l’obiettivo di sollecitare la devozione dei fedeli e, una volta giunta a Kyoto, per attirare l’attenzione della gente escogitò la “yayako odori”, una danza che si ritiene consistesse nell’imitazione comica di una bambina.

Già allora Okuni guadagnò molta popolarità ma solo nel 1603, con lo stile di danza “Kabuki odori”, la sua fama raggiunse picchi insperati. Okuni iniziò ad accogliere nella propria compagnia teatrale e donne di ceto basso e prostitute. Il loro “Kabuki odori”, o “Onna kabuki”, era una danza irriverente, in cui le ballerine si vestivano con abiti maschili e imitavano in modo giocoso le tecniche di seduzione delle cortigiane dei quartieri di piacere. A fine spettacolo, gli spettatori si riversavano sul palcoscenico e si univano alle attrici in una danza scatenata.

In meno di dieci anni, il “Kabuki odori” si era già diffuso in tutto il Giappone.

Come mai il Kabuki, nato da una compagnia teatrale femminile, in seguito è divenuto un’arte esclusiva degli attori uomini?

La verità è che la compagnia di Izumo no Okuni non durò molto a lungo. Già subito dopo la morte della sua fondatrice, il Kabuki fu dichiarato illegale perché incitava alla prostituzione. Le danzatrici donne furono sostituite con dei giovani uomini e nacque così il “Wakashu Kabuki”. Peccato che anche la danza di questi fanciulli fosse troppo sexy. Il governo dovette proibire anche questa forma teatrale, stavolta per incitamento all’omosessualità.

La soluzione finale fu quella di far salire sul palco solo uomini maturi: nacque lo “Yaro Kabuki” e le performance iniziarono a concentrarsi sempre meno sulla danza e sempre più sulla recitazione.

Trucchi, costumi e scenografie

Al contrario di quanto avviene nel teatro No, non esistono maschere nel Kabuki. In compenso, gli attori si truccano pesantemente il volto per impersonare personaggi femminili e creature sovrannaturali.

I costumi, le parrucche e il make-up del Kabuki sono delle piccole opere d’arte a sé stanti. Anche le scenografie sono spettacolari ed elaborate e già in epoca Edo si faceva largo uso di effetti speciali per rendere le scene sul palco ancor più sensazionali. Un altro elemento fondamentale della scenografia Kabuki è la “hanamichi”, una passerella in legno che permette agli attori di spostarsi in mezzo alla platea.

Per quanto riguarda il trucco scenico del Kabuki, la prima cosa che viene in mente è il cosiddetto “kumadori”, ovvero la tecnica di dipingere delle linee sul volto degli attori per evidenziare le rughe d’espressione e le vene in rilievo. Questo make-up, riservato ai personaggi maschili, serve per indicarne l’età, la posizione sociale, la natura umana, soprannaturale o animale e, in generale, il carattere.

I colori dei “kumadori” hanno un significato ben preciso:

  • Kumadori rosso: il personaggio è molto giovane, impetuoso, coraggioso e spesso arrabbiato.
  • Kumadori blu: tipico dei personaggi malvagi di rango sociale elevato che stiano tramando un colpo di stato o una vendetta.
  • Kumadori marrone: il personaggio è un mostro o uno spettro che ha assunto sembianze umane.
disegni dei diversi kumadori - watabi
I diversi tipi di Kumadori

Gli attori che interpretano ruoli femminili, invece, si chiamano “onnagata” e il loro trucco è caratterizzato da una spessa base di cipria bianca, labbra vermiglie e contorno occhi reso ben visibile tramite l’uso di eyeliner e ombretti dai toni del rosso.

Gli “onnagata” subiscono un addestramento molto rigido per imparare a muoversi e ballare come donne. La loro abilità nel recitare è notevole e non sorprende che alcuni spettatori, in passato, si innamorassero follemente di loro.

Quali sono i drammi Kabuki più famosi?

Nel corso dell’era Edo furono scritti centinaia di copioni per il teatro Kabuki. Fra questi, ve ne sono alcuni tutt’ora amatissimi come ad esempio la storia dei quarantasette samurai intitolato “Kanadehon Chūshingura”: lo spettacolo si ispira a un incidente realmente accaduto nel XVIII secolo. Il signore di Satsuma, Asano Takumi no Kami, commise seppuku per aver osato aggredire il samurai di alto rango Kira no Yoshinaka. I quarantasette uomini al servizio del defunto Asano, allora, tagliarono la testa di Kira e la depositarono sulla tomba dell’ex padrone. Ovviamente, tutti e quarantasette alla fine furono costretti a commettere il suicidio rituale.

Un’altra opera molto famosa è il “I Suicidi d’amore a Sonezaki”, scritta dal più grande drammaturgo giapponese della storia, Chikamatsu Monzaemon.

L’opera inizialmente era indirizzata al teatro delle marionette bunraku, ma ben presto fu interpretata anche sui palchi del Kabuki. Il dramma racconta l’infelice storia d’amore fra due giovani, il mercante orfano di padre Tokubei e la cortigiana Ohatsu. Nonostante Tokubei sia follemente innamorato di Ohatsu, viene costretto dallo zio a sposare la cugina e a continuare gli affari di famiglia. A questo punto, i due innamorati capiscono che l’unico modo per rimanere insieme è quello di togliersi la vita.

Anche questo “Romeo e Giulietta” giapponese, andato in scena per la prima volta nel 1703, è ispirato a un fatto di cronaca realmente avvenuto a Sonezaki (nel quartiere di Umeda, a Osaka).

Il Super Kabuki

Spesso si tende a credere che le arti tradizionali giapponesi siano qualcosa d’immutabile, tramandate sempre nello stesso modo dal maestro al discepolo, totalmente impermeabili alle novità. Tuttavia, questo non è sempre vero.

Il teatro Kabuki, in particolare, ha sempre cercato di restare al passo con i tempi.

locandina di kabuki del manga naruto - watabi

In epoca Meiji subì già un primo svecchiamento grazie alla nascita dello Shin-kabuki (nuovo Kabuki) mentre negli ultimi decenni si è sviluppato il “Super Kabuki”: sono stati scritti nuovi copioni ambientati nell’epoca moderna o addirittura nel mondo fantastico degli anime. Gli attori si sono cimentati in coreografie sempre più elaborate e spettacolari su imitazione delle battaglie degli shonen manga.

Le stesse scenografie hanno iniziato ad avvalersi di led, ologrammi, proiezioni luminose e meccanismi sempre più tecnologici.

Gli spettacoli di Super Kabuki in assoluto più amati degli ultimi anni sono stati quelli ispirati a “Naruto”, “One Piece” e “Sailor Moon”.

Sapete che anche i turisti possono assistere agli spettacoli di Kabuki? A Ginza c’è un teatro che permette di acquistare biglietti anche per i singoli atti… assistere a uno di questi spettacoli tradizionali è un’esperienza davvero indimenticabile!

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