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Maneki Neko, il gatto giapponese portafortuna

maneki neko copertina

Avete mai visto la statuetta a forma di gatto con una zampina alzata che si trova spesso nei ristoranti giapponesi? Si chiama maneki neko (招き猫, significato: “gatto che invita”) ed è molto di più di un semplice soprammobile: si tratta, infatti, di un simbolo portafortuna con alle spalle una leggenda molto curiosa! Coinvolge un samurai a caccia, una tempesta di fulmini e… Un gatto, ovviamente!

Siete curiosi di scoprire tutto quello che c’è da sapere sul maneki neko?

L’origine del gatto portafortuna giapponese

gatto portafortuna - watabi
Travestimento da maneki-neko

In Giappone, sin dall’antichità, il gatto è sempre stato un animale molto amato perché teneva i topi lontani dai raccolti e dai bachi da seta. Per questo motivo, non solo in Giappone ma in tutto l’estremo oriente, il gatto viene associato tutt’ora alla fortuna e al benessere economico.

Questo animale resta uno dei più amati: basti pensare alla popolarità di Hello Kitty, alla quantità di anime e manga che hanno dei gatti come protagonisti o al fatto stesso che uno dei capolavori della letteratura giapponese del ‘900, “Io sono un gatto” di Natsume Soseki, sia narrato esclusivamente dal punto di vista di un micio.

Ma in che momento il gatto è diventato addirittura un talismano portafortuna?

La leggenda del maneki neko

In verità, non esiste una sola leggenda legata alla nascita di queste statuette a forma di micio. La più famosa, però, è la storia del samurai Li Naotaka che un giorno si recò poco fuori Edo (l’odierna Tokyo) per una battuta di caccia con il falcone. Mentre si trovava nei pressi del tempio di Gotoku-ji, in un’area che oggi corrisponde a Setagaya, Naotaka notò che il gattino dell’abate lo stava invitando ad avvicinarsi al monastero con dei cenni della zampina.

Incuriosito, il guerriero si diresse verso il gatto e un attimo dopo un fulmine squarciò l’aria e colpì proprio l’albero vicino a cui si trovava fino a un istante prima. Naotaka, convinto che il gatto gli avesse appena salvato la vita, donò al Gotoku-ji un’ingente somma di denaro che fu usata per ristrutturare il tempio.

Un’altra leggenda narra la storia di un commerciante che, dopo aver trovato un gatto randagio, si prese cura di lui. Il felino, in segno di riconoscenza, iniziò ad attirare i clienti all’interno del negozio e rese l’uomo ricco.

L’usanza di posizionare una statuina del maneki neko, tuttavia, nacque intorno al IXX secolo ad Asakusa. In quegli anni, nel quartiere abitava una vecchia donna, così povera che fu costretta ad abbandonare il proprio, amatissimo, gatto perché non era più in grado di nutrirlo. Pochi giorni dopo, però, il gatto le apparve in sogno e le disse che, se avesse creato una statuetta a sua immagine, lui le avrebbe portato fortuna.

La vecchia si recò da un ceramista e si fece creare delle statuine a forma di gatto; dopodiché si mise a venderle fuori dal santuario di Asakusa… Inutile dire che in pochissimo tempo tutti gli abitanti della città cercarono di accaparrarsene una! È così che la vecchia pose fine ai suoi problemi economici e il maneki neko diventò un oggetto popolarissimo.

Com’è fatto e cosa simboleggia

Non tutti i gatti portafortuna giapponesi sono uguali! Ogni versione simboleggia un tipo di fortuna differente, ed è bene conoscere le differenze prima di acquistarne uno.

come è fatto un maneki neko
Il gatto con la moneta “koban”

La forma più semplice del maneki neko è una semplice statuetta raffigurante un gatto con una zampina alzata in cenno d’invito o saluto: se la zampa sollevata è quella destra, il talismano attira soldi; se è quella a sinistra attira i clienti. Inoltre, le orecchie tese e gli occhi spalancati simboleggiano che il maneki neko, proprio come un gatto che non si lascia sfuggire neanche un topo, è sempre vigile e pronto ad afferrare le occasioni fortunate.

Molti maneki neko, inoltre, indossano un collare con una campanella e un bavaglino, gli accessori tipici dei gatti durante il Periodo Edo. Inoltre, queste statuette tengono un koban (una moneta d’oro dell’Era Edo dal valore di circa 550 €) sotto l’altra zampa. Sul koban spesso si può leggere l’iscrizione “千万両” (senman ryō), che indica una somma di denaro equivalente a un milione di koban.

A proposito di gatti e koban, c’è un proverbio giapponese che recita “猫に小判 ” (neko ni koban) che si può tradurre come “dare un koban a un gatto”.  Il proverbio in italiano corrisponde al detto “dare le perle ai porci”. Ma questa è un’altra storia…

I maneki neko possono attirare buone sorti differenti anche a seconda del loro colore. Ecco cosa simboleggiano i colori dei maneki neko:

  • Bianco: portafortuna generico.
  • Nero: scaccia le influenze negative fuori dalla casa in cui viene posizionato.
  • Rosso: tiene le malattie e gli incidenti alla larga e assicura al suo possessore una lunga vita.
  • Oro/giallo: attira il denaro e la ricchezza.
  • Verde: porta successo nello studio e nell’ambito accademico.
  • Viola: realizza i sogni nel cassetto.
  • Rosa: aiuta a coronare un sogno d’amore.
  • Azzurro: aiuta la crescita personale e spirituale ed evita gli incidenti stradali.

Dove posizionare il maneki neko

Questo gatto portafortuna, secondo la tradizione giapponese, deve essere posizionato nell’ingresso di casa o della propria attività commerciale per fare effetto. Nelle case giapponesi i maneki neko si trovano nel genkan, mentre nei negozi si trova in genere nelle vetrine.

Perché? Si crede che più è vicino alla porta, più il maneki neko inviterà la fortuna e i clienti che si trovano per strada a entrare.

Esistono posti dove non si deve assolutamente posizionare un maneki neko? Sì, ad esempio gli armadi chiusi, le mensole troppo alte o troppo basse e le stanze in cui nessuno entra spesso. Bisogna anche assicurarsi di non metterli mai con il muso rivolto contro il muro.

Il Gotoku-ji, tempio buddista dei maneki neko

Per gli amanti di questo talismano felino, il tempio di Gotoku-ji a Tokyo è un vero e proprio paradiso. Qui si trovano centinaia di migliaia di statuette di maneki neko lasciate dai fedeli in segno di ringraziamento. L’usanza vuole che si acquisti un maneki neko direttamente nel mpio e che lo si restituisca una volta che il proprio desiderio si sarà realizzato.

Inoltre, nel tempio si trova ancora oggi la tomba del gatto che, secondo la leggenda, salvò la vita al samurai Naotaka.

tempio dei maneki neko - watabi
I gatti del Gotoku-Ji – Photo by Lily Li on Unsplash

Kuru Fuku Maneki Neko Matsuri: il festival dei maneki neko

Ogni anno, a Ise, proprio nella strada tradizionale di Okage Yokochō appena fuori dal santuario di Ise Jingū, si celebra il festival dei maneki neko: tutti i negozi di artigianato della zona per una settimana si convertono in delle meravigliose botteghe di gatti portafortuna.

Il festival si chiama Kuru Fuku Maneki Neko Matsuri e si svolge intorno al 29 settembre nella prefettura di Aichi, la Giornata Mondiale del Maneki Neko… Sapere perché è stata scelta proprio questa data per festeggiare la statuetta portafortuna simbolo del Giappone? Pare che in giapponese i numeri 9/29 si possano leggere anche ku-fu-ku, ovvero “arriva la fortuna” !

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