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Demoni Giapponesi

un temibile scheletro yokai in una rappresentazione medioevale

Mostri, fantasmi e demoni giapponesi hanno invaso il mondo da ormai molto tempo. Attraverso tatuaggi, anime, manga e videogiochi queste singolari creature sono diventate parte integrante delle vite di grandi e piccini di ogni provenienza. Basti pensare a popolari brand di videogiochi come Pokemon e Yo-kai Watch: è palese come le fantastiche creature amate da ogni bambino prendano una forte ispirazione dai tradizionali mostri e demoni della cultura giapponese. Ma come si sono originati questi demoni nella superstizione giapponese? Risalgono veramente a ideologie antiche o sono creazioni recenti? E quanti tipi ce ne sono? 

Mostri e demoni giapponesi

Ogni cultura ha i suoi mostri. In Giappone vi sono molti termini per riferirsi a questi soggetti soprannaturali, fra cui mononoke, bakemono, obake ed infine il più famoso di tutti: yokai. Con la parola “yokai” si va a descrivere non soltanto una serie di creature tipiche del folklore giapponese, bensì tutto ciò che non appartiene alla dimensione terrena, fra cui anche fenomeni soprannaturali mai spiegati ed oggetti posseduti da entità misteriose. Per quanto riguarda invece le antiche origini di questi demoni, vi sono numerose testimonianze scritte (rintracciabili in numerose opere e racconti) che dimostrano come si parlasse già di yokai moltissimi secoli fa.

Un errore da non commettere è di pensare che questi demoni e mostri della cultura nipponica siano tutti entità malvagie. Seppur ciò sia vero per la maggioranza di queste creature, non si possono dimenticare quelle che invece portano pace, amore e fortuna favorevole. Ma come è possibile che esistano “demoni benevoli”? Ancora una volta la spiegazione risiede nel folklore giapponese. Secondo la tradizione infatti le divinità benigne possono andare ad abitare qualsiasi forma di corpo, sia esso una persona, un animale o uno yokai, rendendo così possibile l’esistenza di demoni buoni. Un esempio può essere uno dei più famosi yokai giapponesi: il Kappa. Questi singolari spiriti dalle buffe sembianze (che vedremo a breve) possono infatti essere malvagi fino a lasciar annegare le proprie vittime, o tanto generosi e protettivi da difendere interi villaggi da ogni tipo di catastrofe.

Ad oggi si hanno illustrazioni ed antiche raffigurazioni di circa 400 spiriti giapponesi, tuttavia se si contano anche quelli citati in libri e manoscritti storici si arriva quasi a 1000 diversi tipi di yokai. A quelli giapponesi vanno poi aggiunti i demoni esistenti in tutti gli altri paesi del mondo, raggiungendo così un numero altissimo ed incalcolabile di essi. Vi sono molti tipi di classificazione di questi spiriti: possono essere raggruppati secondo le loro sembianze, la loro natura benevola o malvagia, le loro origini e così via. La classificazione più semplice e conosciuta è tuttavia la seguente:

  • Yurei Yokai: spiriti umani ritornati dall’aldilà per portare a termine particolari scopi (spesso di vendetta),
  • Kaiju Yokai: animali ed insetti con singolari poteri magici,
  • Henge Yokai: spiriti che possono cambiare sembianze ed acquisire qualsiasi forma,
  • Choshizen Yokai: fenomeni misteriosi ed inspiegabili riconducibili ad attività soprannaturali.

Celebri yokai della mitologia giapponese

A seguire una lista con i più popolari demoni che animano i miti giapponesi.

Yurei

un demone giapponese in una illustrazione tradizionale

Conosciuti spesso anche con il nome di obake, borei o shiryo, gli Yurei sono una delle tipologie più popolari ed antiche fra gli spiriti giapponesi. Come già accennato, si tratta di fantasmi colmi di rancore ritornati dall’aldilà per vendicare la propria morte o per infestare determinati luoghi. Spesso può anche accadere che uno Yurei si formi a causa di un mancato funerale o rito di preghiera da parte dei familiari dopo la scomparsa della vittima. In questi casi è possibile riappacificarsi con lo spirito in questione e permettergli una morte onorevole tramite specifici rituali.

Secondo la tradizione, questi spiriti mantengono le sembianze della loro precedente vita, compresi i vestiti indossati e le ferite per cui sono morti. I loro capelli sono tuttavia spesso raffigurati molto lunghi e sciolti a nascondere il loro inquietante viso. Si dice che siano traslucidi o talvolta invisibili e non avendo i piedi fluttuano a pochi centimetri dal suolo.

Oni giapponesi

una lampada a forma di oni giapponese, il demone rosso

Vero e proprio demone giapponese per antonomasia, l’Oni nasce solitamente sui campi di battaglia o in generale nei luoghi dove la rabbia e la violenza umana hanno fatto numerose vittime. Simili a orribili orchi, gli Oni si differenziano da molti altri tipi di yokai perché sono sempre malvagi ed in assoluto privi di forme benevole: un vero e proprio diavolo giapponese.

Le loro sembianze sono umanoidi ma i loro volti sono spesso animaleschi. Le loro teste sono sempre provviste di grandi corna, siano esse di cervo, alce o addirittura di drago ed è proprio da queste che deriva il loro immenso potere. Vestiti solitamente con qualche straccio in pelle di tigre, fanno stragi di vite umane a mani nude o utilizzando terribili armi con clave e mazze chiodate.

Hannya

una maschera hannya del teatro noh

L’Hannya è la versione femminile dell’Oni: si tratta di donne consumate dalla gelosia e trasformatesi in demoni ancor prima di morire. Indossano quasi sempre una tipica maschera (conosciuta come maschera hannya), che è successivamente diventata comunissima nelle rappresentazioni del “teatro Noh” giapponese. A differenza della loro controparte maschile, queste femmine demoniache hanno buone possibilità di redimersi e ritornare alla loro vita umana, spesso tramite rituali religiosi e preghiere buddiste.

Le Hannya hanno corna più sottili degli Oni ed una forza minore, sono tuttavia pericolosissime incantatrici. Sotto alla loro tradizionale maschera hanno bocche serpentine con denti aguzzi ed alito infuocato, il loro corpo è invece ricoperto da un elegante kimono lungo.

Kappa giapponese

una stampa dell'800 dove si vede il mostro giapponese Kappa

Conosciuti anche come kawataro o kawako, i Kappa (letteralmente “bambini dei fiumi”) sono spiriti che abitano fiumi, laghi, pozzi e qualsiasi luogo abbia a che fare con l’acqua. Sono delle dimensioni di un bambino ma la loro forza è pari a quella di un uomo adulto. I Kappa son inoltre molto goffi sulla terraferma, ma abili nuotatori e cacciatori in acqua. Come precedentemente menzionato, questo demonietto giapponese è tanto popolare da avere sia versioni malvagie che benevole all’interno della stessa tradizione giapponese. 

L’aspetto dei Kappa è molto particolare, a metà fra un umano ed un pesce. Hanno una struttura antropomorfa ma la loro pelle è ricoperta di squame ed al posto della bocca hanno una sorta di becco da tartaruga. Sulla schiena hanno inoltre il tipico guscio delle testuggini, che devono sempre mantenere bagnato per assicurarsi la sopravvivenza.

Tengu

una statua di legno tengu rossa

I Tengu sono spiriti simili a monaci buddisti o asceti religiosi che abitano le cime delle più alte montagne giapponesi. Di natura benevola, spendono il loro tempo in meditazione e ricercando l’auto-perfezionamento, mantenendosi quasi sempre alla larga dagli umani. Sono di norma molto saggi e tranquilli, tuttavia se provocati possono scatenare vere e proprie catastrofi come incendi o terremoti.

Il loro aspetto è di struttura umanoide ed i loro vestiti sono quelli tipici dei monaci asceti. I loro volti (da sempre fonte di ispirazione per le maschere giapponesi) sono tuttavia interamente rossi ed i loro nasi sono sottili e lunghissimi: più lungo è il naso più potente è il Tengu. Sulla schiena hanno inoltre delle grandi ali piumate.

Yamauba

una anziana yamauba in un disegno antico

Altro esemplare tra i demoni giapponesi che abitano le montagne, questo tutt’altro che benevolo, è la Yamauba. Si tratta infatti di streghe malvagie che abitano in piccoli rifugi solitari o capanne montane dove spesso offrono asilo ai viaggiatori. Durante la notte, le Yamauba immobilizzano i malcapitati ospiti con della potente magia nera e li divorano in un sol boccone.

Se di giorno le Yamauba appaiono come innocue vecchiette, di notte riacquisiscono la loro vera forma: streghe demoniache con corna e zanne aguzze. Ancora oggi durante le gite in montagna, i genitori giapponesi raccontano spesso storie riguardanti le Yamauba ai propri bambini in modo da non farli allontanare troppo durante le passeggiate.

Kodama

tanti folletti kodama disegnati dallo studio ghibli

I Kodama sono gli spiritelli che abitano gli alberi antichi ed in generale le più grandi e fitte foreste. Sono adorati alla stregua di entità sacre e la leggenda giapponese narra che se si taglia un albero abitato da un Kodama si scatena una terribile catastrofe naturale. Si dice infatti che il suono di un albero che cade a terra sia l’ultimo pianto di un Kodama.

Sono spesso raffigurati come piccoli esserini verdi simili a piante, talvolta con fattezze antropomorfe. Rimangono invisibili alla maggior parte degli uomini e spesso giocano loro brutti scherzi, come ricreare un eco di voci umane che porta lo sventurato viaggiatore a perdersi in un’intricata foresta.

Baku

un baku si aggira intorno a un bambino che dorme di notte

Passando agli spiriti di origine animale, non si può non menzionare il Baku. Originario della Cina, si dice che questo spirito abbia delle sembianze molto particolari: il corpo di un orso, la testa di un elefante, gli occhi di un rinoceronte, la coda di un bue e le zampe di una tigre. Una vera e propria chimera!

I Baku si cibano dei sogni degli esseri umani e pertanto possono essere sia benevoli che malvagi. I più fortunati vedranno infatti i propri incubi svanire grazie ai Baku, mentre gli sventurati vedranno scomparire i propri desideri e le proprie ambizioni.

Kirin

il logo della birra kirin è uno yokai giapponese

Altro leggendario yokai animalesco, il Kirin viene spesso rappresentato con un corpo di cavallo ed un volto di drago. Il suo respiro è infuocato, come anche buona parte del suo corpo. Solitamente è raffigurato con due corna, mentre altre volte con una soltanto, richiamando molto l’aspetto dell’unicorno occidentale. Il logo della famosa birra Kirin rappresenta questo demone giapponese.

Questa bestia mitologica può vivere fino a 2000 anni ma raramente può esser vista dagli uomini. Si dice che il momento più ottimale per avvistare il Kirin sia alla nascita di un grande e potente imperatore.

Tsukumogami

In Giappone si dice che quando un oggetto arriva ai cento anni di età, uno spirito vi si insedi all’interno: lo Tsukumogami. Raggiunta tale età, l’oggetto diventa quindi la dimora di un entità che può essere benevola o non a seconda delle condizioni dell’oggetto stesso.

Un utensile usato e gettato via senza alcun rispetto verrà pertanto infestato da uno Tsukumogami maligno ed inizierà a portare una lunga serie di sfortune ai suoi possessori. Un oggetto ben curato ospiterà invece uno Tsukumogami buono che aumenterà fortuna e longevità di chiunque lo sfiori.

Le persone che si sono innamorate del Giappone grazie alla sua cultura affascinante sono tantissime, e sono sempre più quelle che decidono di fare un viaggio in Giappone anche solo per una settimana, il tempo di godersi le sue città ricche di storia.

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