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I Principali Whisky Giapponesi

whisky giapponesi copertina - watabi

Non è da molto che il mondo si è accorto della qualità dei whisky giapponesi. Nel caso ancora non lo sapeste il whisky non è più un presidio esclusivamente anglosassone (Scozia, Canada, Irlanda e Usa) ma è diventato un prodotto d’esportazione nipponico di eccellenza .

La storia del whisky in Giappone affonda le radici alla fine del diciannovesimo secolo con la nascita delle prime produzioni locali anche se sarà solo nel 1923 che nascerà la prima distilleria commerciale (Yamazaki). Nel ventesimo secolo il whisky guadagna maggiore popolarità e l’influenza della moda di bere americana (uno su tutti il whisky and soda) contribuisce, nel dopoguerra, alla commercializzazione di questo distillato.

Per darvi un’idea della popolarità di questa bevanda il consumo di whisky procapite in Giappone è cinque volte superiore a quello italiano.

Il prezzo di alcuni whisky giapponesi è salito esponenzialmente negli ultimi 10 anni e alcune bottiglie, ignorate in precedenza, sono poi andate letteralmente a ruba creando una grande discontinuità nella produzione che non può aumentare all’improvviso (alcune tipologie di whisky arrivano sul mercato dopo un invecchiamento di anni).

Cosa si intende per whisky giapponese

Il Giappone, rispetto ad altre nazioni produttrici di whisky, si è attardato nel regolamentare le definizioni. Il disciplinare che regola quali bottiglie possono riportare la dicitura “japanese whisky” è del 2021 e non è vincolante. Come si può definire allora ? La tecnica di produzione non è certamente giapponese (nonostante alcune innovazioni nipponiche), il grano è tipicamente (ma non sempre) importato, le botti utilizzate per la maturazione sono fatte con legni per lo più di quercia europea o americana.

Cosa definisce allora il termine giapponese nel whisky giapponese? Attualmente è molto difficile rispondere in maniera esaustiva a questa domanda e nonostante stiano venendo stilate delle linee guida ci sono ancora molti spazi aperti per prodotti scadenti in cerca di un rapido rebranding. Il compratore occasionale potrebbe quindi farsi confondere da un’etichetta con qualche carattere giapponese e una dicitura “japanese whisky” che non porti con sé reale significato. Continuate a leggere questa guida per scoprire quindi alcuni dei veri whisky giapponesi più famosi.

Come bere il whisky in Giappone

il torys è uno dei più comuni whisky giapponesi
4 Litri di Torys a 30€

Non tutti i whisky si bevono allo stesso modo, soprattutto in Giappone. Ci sono persone convinte che il whisky sia un distillato pregiato “a prescindere” e vada bevuto in poche occasioni, magari davanti a un camino acceso in una tenuta di campagna. Ebbene se visitate un supermercato giapponese vi accorgerete che non ci sia nulla di più lontano dalla realtà.

Long drinks

La gran parte di whisky giapponese è infatti utilizzato per la miscelazione in cocktails e long drinks come l’highball ( ハイボール ). La quasi totalità di bar, izakaya e ristoranti giapponesi servono l’highball che si ottiene miscelando whisky di tipo blended con della soda.

Nei supermercati vedrete del wishky venduto in grandi bottiglie di plastica (tipico il formato da 4 litri) a prezzi molto contenuti. Non commettete l’errore di acquistare questa tipologia di whisky in Italia: infatti il prezzo dovuto a trasporto e imposte sui superalcolici nazionali farà levitare molto il prezzo di un semplice blended whisky e vi troverete a spendere quattro o cinque volte tanto per un whisky di bassa qualità.

On the rocks

Mettete del ghiaccio nei vostri bicchieri!! Però fate attenzione, se usate cubetti di ghiaccio troppo piccoli questi si scioglieranno troppo rapidamente annacquando un whisky pregiato. Per questo motivo si usano sempre più spesso delle “pietre” che raffreddano il whisky senza sciogliersi oppure delle sfere di ghiaccio o cubetti di grandi dimensioni. Se durante il vostro viaggio in Giappone entraste in un determinato tipo di whisky bar vedreste il bartender scolpire una sfera di ghiaccio da posare nel vostro tumbler.

Il bartender Masahiro Urushido scolpisce una ice ball.

Whisky con acqua

Aggiungere alcune gocce d’acqua nel vostro bicchiere di whisky (uno splash come si suole dire) amplificherà l’aroma del distillato rendendolo più evidente e al tempo stesso ridurrà l’impatto alcolico sulla lingua. L’acqua deve essere di bottiglia e non presentare caratteristiche organolettiche troppo forti. Se vi piace bere il vostro whisky miscelato con tanta acqua (fino a un rapporto di 50 e 50) vi consiglio di rivolgervi a una categoria di whisky blended più economici. Aggiungere acqua a un whisky prestigioso ne ucciderà le caratteristiche che l’hanno reso tale.

Liscio

Il modo di bere un single malt, magari invecchiato, è liscio. E’ raro che chi beva whisky per la prima volta lo apprezzi liscio. Serve infatti del tempo per abituarsi all’alcol ed evitare che il forte impatto sulle papille impedisca il corretto riconoscimento della struttura e di tutti gli aromi secondari. In definitiva, come in tutti i piaceri della gola, si può affermare che non ci siano regole nella degustazione di un whisky ma solo delle raccomandazioni per chi fosse interessato a capire di più sul consumo di questa bevanda.

Whisky giapponesi da bere (e comprare)

Una lista personale dei whisky più comuni che potrete trovare in Giappone.

1. Akashi Blend (non compratelo in Italia)

akashi 500ml

Un blended di buona qualità per chi apprezza una bassa gradazione alcolica e aromi facili e dolci. Ideale per la preparazione di alcuni cocktails e dell’highball. Perché dico non comprarlo ? In Italia viene venduto a circa 40€ ma il suo prezzo in Giappone è di appena 1.000 Yen (circa 8-10€) per la bottiglia da 50cl.

2. Toki

toki suntory - watabi

Cominciamo con il whisky giapponese più semplice da incontrare nei negozi. Toki è una blend di malti delle distillerie di whiskies Yamazaki, Hakushu e Chita di Suntory. Il risultato è uno distillato molto leggero ideale per un highball ma anche da bersi da solo. Questi nuovi whisky vanno a sostituire, come fascia di prezzo, i vari Yamazaki 12 e Hakushu 12 che solo 10 anni fa si pagavano 60-70€ e oggi sono introvabili.

3. Nikka Coffey Malt

nikka coffey whisky

Non si tratta di un whiskey aromatizzato. Il nome proviene da Aeneas Coffey, l’irlandese che brevettò un alambicco a colonna estremamente efficiente nel 1830. Coffey Malt è prodotto con orzo maltato al 100% che distillato in un alambicco Coffey (normalmente usato per il whisky di grano) che gli dona caratterstiche da bourbon.. È ricco di aromi di caramello e vaniglia, invecchiato in botti usate per il bourbon.

4. Hakushu

bottiglia verde di hakushu - watabi

La distilleria Hakushu di Suntory è un luogo meraviglioso da visitare, situato tra le montagne boscose a poche ore a ovest di Tokyo. Il single malt di 18 anni è un eccezionale whisky nella gamma Hakushu, con note fresche di frutta e malto, insieme a un pizzico di fumo e ciliegia secca. La versione non invecchiata è sicuramente più accessibile (si trova anche nei konbini) mentre le versioni invecchiate sono quasi completamente sparite. Il 18 anni si aggira sui 600€ e il 12 anni a circa la metà.

5. Yamazaki

scatola e bottiglia di yamazaki

Uno dei primi whisky giapponesi ad attirare l’attenzione del grande pubblico. Il 12 anni e il 18 anni sono ancora recuperabili sebbene a un prezzo molto superiore al normale. Questo whisky single malt è leggero con note spezie secche e molti aromi fruttati. Nel 2013 vince il premio di miglior whisky del mondo con un punteggio di 97.5 su 100 e mette il Giappone nel mirino di tutti gli appassionati. E’ un whisky che dovrebbe venire assaggiato da tutti gli amanti della categoria.

6. Yoichi Single Malt

yoichi whisky giapponese - watabi

Yoichi è distillato dall’azienda Nikka nella sua distilleria a Yoichi nella remota isola di Hokkaido. Il whisky è leggero e floreale con una sottile dose di sentori affumicati, merito del metodo di distillazione a carbone. La distilleria menziona anche una componente salina così come accade a molti scotch prodotti in riva al mare (ad esempio Talisker). Il sale gioca bene con le note di pesca matura e miele che riempiono il bouquet Se state cercando un whiskey giapponese torbato l’avete trovato.

7. Hibiki

bottiglia di hibiki e scatola - watabi

Una delle bottiglie più riconoscibili tra i whisky prodotti da Suntory, Hibiki è un blend creato nel 1989. Il nome “Harmony” che si accompagna al prodotto sta a simboleggiare proprio l’equilibrio cercato nella miscela. Il mondo degli amanti di whisky rimase scioccato quando nel 2013 Jim Murray conferì ad Hibiki l’onorificenza come “whisky dell’anno”.

8. The Chita

bottiglia di The Chita di Suntory - watabi

Un whisky single grain delicato e diretto, maturato in botti di rovere ex bourbon ma anche botti utilizzate per il vino in europa. Semplice e rinfrescante ideale da bersi nei mesi estivi più caldi.

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